Advances and new perspectives in heart failure management
L’83 esimo congresso della Società Italiana di Cardiologia ha aperto i lavori scientifici con un simposio in collaborazione con Heart Failure Association (HFA) riguardante le più grandi innovazioni in tema di scompenso cardiaco. Il Presidente SIC Professore Ciro Indolfi ed il presidente HFA Professore Giuseppe MC Rosano hanno moderato la sessione. Il Professore Pasquale Perrone Filardi ha aperto le relazioni parlando degli SGLT2 inibitori e dei loro sorprendenti risultati.
Gli ultimi trial sulle nuove tecnologie farmaceutiche nello scompenso cardiaco
Il simposio dal titolo “Gli ultimi trial sulle nuove tecnologie farmaceutiche nello scompenso cardiaco”, moderato egregiamente dal Prof. P. Agostoni e dal Prof. F. Grigioni, ha fatto luce sulle ultime evidenze relative al trattamento farmacologico dello Scompenso Cardiaco; che rappresenta ad oggi una delle più grandi sfide della medicina moderna. Il Prof. G. Sinagra, ha illustrato il ruolo dell’Acetazolamide nello scompenso cardiaco riacutizzato, passando in rassegna i principali trial sull’argomento, come il DOSE trial e l’ADVOR trial, concludendo che in pazienti congesti con scompenso cardiaco cronico trattati con almeno 40 mg di furosemide (ma <80 mg e.v.), con GFR > 20 ml/min/1.73 mq BSA e con PA > 95 mmHg, l’aggiunta di acetazolamide ha favorito una migliore decongestione a 3 giorni, indipendentemente dal modello fisiopatologico di scompenso cardiaco (HFrEF; HFpEF) e ha ridotto di almeno un giorno la degenza.
Recenti progressi nell’imaging multimodale integrato
L’imaging del cuore e dell’apparato cardiovascolare è stato radicalmente rivoluzionato negli ultimi decenni, con la progressiva introduzione di nuove tecnologie: si era partiti dalla radiologia e dall’ecocardiografia 2D, passando per la risonanza magnetica cardiaca (cardio-RM) e la tomografia computerizzata cardiaca (cardio-TC), per arrivare alla cardiologia nucleare (PET e SPECT) e all’ecocardiografia 3D. In questo interessante e pioneristico simposio moderato dal Prof. Antonio Esposito, si è cercato di definire le nuove frontiere delle tecniche di imaging più avanzate e le loro potenziali applicazioni cliniche. Grazie alla Dott.ssa Palmisano abbiamo valutato quelle che sono le novità della metodica TC, che in ambito cardiovascolare è probabilmente quella che ha goduto del maggiore sviluppo tecnologico.
LATE BREAKING TRIALS FROM ESC 2022
Il congresso dell’European Society of Cardiology rappresenta il punto di riferimento dei cardiologi di tutto il mondo. Come di consueto, anche l’edizione 2022 ha visto la pubblicazione di quattro nuove linee guida e la presentazione di importanti trials clinici. Tre di questi, sono stati discussi nel corso della prima giornata dell’83° congresso della Società Italiana di Cardiologia in un interessante simposio moderato dal Prof. Stefanini e dal Prof. Barillà. “Gli inibitori del P2Y12 diventeranno la nuova aspirina nel paziente con CAD?” Questa è stata la domanda rivolta dal Prof. Cirillo alla platea gremita all’inizio della sua presentazione. La risposta ci viene fornita dallo studio PANTHER, una meta-analisi di studi randomizzati controllati che hanno valutato l’effetto della monoterapia con inibitori orali del P2Y12 (clopidogrel, prasugrel o ticagrelor) rispetto all’aspirina su outcome ischemici ed emorragici in pazienti con malattia coronarica accertata. Sulla base delle evidenze disponibili, si è giunti alla conclusione che può essere giustificato il ricorso a lungo termine a un inibitore del P2Y12 in monoterapia per la prevenzione secondaria.
Sostanze d’abuso: un problema crescente anche per il cardiologo
Si è svolto giovedì 15 Dicembre in aula A alle ore 17 il simposio dedicato al ruolo delle sostanze
d’abuso nel modificare il rischio cardiovascolare. Le tre brillanti relazioni hanno esplorato
differenti campi del danno esotossico sul cuore, spaziando dalla fisiopatologia al danno ischemico
e alle complicanze aritmiche. Ad accomunare i relatori è stato però un chiaro messaggio di allarme
nei confronti dell’epidemiologia del problema, vista la sempre crescente percentuale di persone,
soprattutto giovani, che utilizzano le comuni droghe, ma anche nuovi composti chimici, come gli
“insospettabili” energy drink o sostanze “naturali” di derivazione dalle erbe. Il simposio è stato
aperto dal Prof. Patti, da Novara, che ha enumerato i danni cardiovascolari correlati alla cocaina,
sia dal punto di vista fisiopatologico sia descrivendo con precisione gli scenari clinici correlati.
Successivamente, il Prof. Marzilli, da Pisa, ha discusso il tema delle sindromi coronariche acute
correlate a sostanze, mostrandone i deleteri effetti su vasospasmo e aumentato tasso di
dissezioni, anche con esempi angiografici.